Il microbiota decide cosa mangiamo?

C’è qualcosa di curioso nelle voglie alimentari.
A volte arrivano improvvise. Altre sembrano quasi ossessive. Zuccheri, cibi grassi, alimenti specifici. Non sempre si tratta di fame. Spesso è qualcosa di diverso.

E se non fossimo noi a scegliere?

Una review pubblicata su BioEssays  ha proposto una teoria affascinante e, per certi versi, destabilizzante: il microbiota intestinale potrebbe manipolare il comportamento alimentare umano per favorire la propria sopravvivenza.

 

 

Il microbiota come “organo” evolutivo

Il microbiota intestinale è composto da trilioni di microrganismi. Il loro patrimonio genetico supera di circa 100 volte quello umano. Non sorprende, quindi, che possano influenzare fisiologia e comportamento.

La novità proposta dagli autori è un’altra.

Non solo cooperazione tra uomo e microbiota.
Ma anche conflitto evolutivo.

I microrganismi intestinali competono tra loro per nutrienti e sopravvivenza. In questo scenario, manipolare l’ospite diventa una strategia evolutiva vantaggiosa.

Il concetto è semplice: se un batterio prospera con gli zuccheri, spingerà l’ospite a consumare zuccheri.

E il meccanismo potrebbe essere sorprendentemente sofisticato.

 

Come i batteri possono influenzare il comportamento alimentare

Secondo la review, i microbi intestinali potrebbero influenzare il comportamento alimentare attraverso diversi meccanismi biologici.

 

1. Produzione di neurotrasmettitori

Molti batteri intestinali producono molecole identiche ai neurotrasmettitori umani, tra cui:

  • Dopamina
  • Serotonina
  • GABA
  • Istamina

In realtà, oltre il 50% della dopamina e la maggior parte della serotonina dell’organismo hanno origine intestinale.

Questo significa che il microbiota può influenzare:

  • appetito
  • motivazione
  • ricompensa
  • umore

E quindi, indirettamente, anche la scelta alimentare.

 

2. Manipolazione dell’asse intestino-cervello

Il nervo vago rappresenta una via diretta tra intestino e cervello.

Alcuni studi sugli animali hanno mostrato che la modifica del microbiota altera il comportamento alimentare. In particolare, l’effetto scompare quando il nervo vago viene interrotto, suggerendo un ruolo diretto della comunicazione intestino-cervello.

Non si tratta solo di digestione.
È comunicazione neurale.

 

3. Modifica dei recettori del gusto

Un altro meccanismo sorprendente: i batteri intestinali possono modificare l’espressione dei recettori del gusto.

Nei modelli animali, topi privi di microbiota mostrano:

  • maggiore preferenza per zuccheri
  • maggiore sensibilità ai grassi
  • alterazioni della percezione alimentare

In altre parole, il microbiota potrebbe cambiare letteralmente ciò che ci piace.

 

4. Produzione di tossine e modulazione dell’umore

Alcuni microrganismi possono produrre molecole che influenzano il tono dell’umore, inducendo:

  • irritabilità
  • ansia
  • disforia

Questi stati emotivi potrebbero favorire l’assunzione di specifici alimenti, utili alla crescita di quei microrganismi.

Un meccanismo evolutivo decisamente interessante e potenzialmente molto efficace.

 

Microbiota, obesità e comportamento alimentare

La review riporta diversi studi che collegano il microbiota all’obesità.

Tra i più noti:

  • topi senza microbiota rimangono magri
  • trasferimento di microbiota da animali obesi induce aumento di peso
  • microbiota meno diversificato associato a obesità

 

La diversità batterica sembra quindi un fattore chiave.

Un microbiota più vario potrebbe:

  • ridurre le voglie alimentari
  • migliorare la sazietà
  • ridurre l’introito calorico

Al contrario, una ridotta diversità potrebbe favorire comportamenti alimentari disfunzionali.

 

Le voglie alimentari potrebbero essere “contagiose”?

Uno degli aspetti più intriganti della review riguarda la possibilità che le preferenze alimentari siano trasmissibili.

I microbi intestinali vengono condivisi tra:

  • conviventi
  • familiari
  • partner

Questo potrebbe spiegare perché alcune abitudini alimentari si diffondono nei gruppi sociali.

Uno studio citato nella review ha mostrato che il rischio di obesità aumenta del 57% se un amico diventa obeso.

Non solo comportamento sociale.
Forse anche microbiologia.

 

Il microbiota cambia rapidamente

Un aspetto importante: il microbiota può cambiare velocemente.

Secondo la review:

  • la dieta modifica il microbiota in 24 ore
  • antibiotici alterano profondamente la composizione
  • trapianto fecale modifica il comportamento metabolico

Questo apre prospettive terapeutiche interessanti.

Cambiare microbiota potrebbe significare cambiare comportamento alimentare.

 

Una nuova visione della fame

La teoria proposta dagli autori cambia la prospettiva.

La fame non è solo:

  • volontà
  • psicologia
  • abitudine

Potrebbe essere anche microbiologia.

Non significa che il microbiota controlli completamente il comportamento umano.
Ma suggerisce un’interazione molto più complessa.

Una vera co-evoluzione tra uomo e microbi.

 

Bibliografia

Alcock J, Maley CC, Aktipis CA. Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms. BioEssays. 2014;36(10):940–949.

Bäckhed F et al. The gut microbiota as an environmental factor that regulates fat storage. Proc Natl Acad Sci USA. 2004

Turnbaugh PJ et al. An obesity-associated gut microbiome with increased capacity for energy harvest. Nature. 2006

Ridaura VK et al. Gut microbiota from twins discordant for obesity modulate metabolism in mice. Science. 2013

Bravo JA et al. Ingestion of Lactobacillus strain regulates emotional behavior. Proc Natl Acad Sci USA. 2011

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